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Ipogonadismo maschile nei pazienti oncologici: un effetto collaterale sottovalutato – Dr. Giacomo Massa

Titolo elaborato: Ipogonadismo maschile nei pazienti oncologici: un effetto collaterale sottovalutato
Autore: Dr. Giacomo Massa – Struttura Complessa di Cure Palliative, Terapia del Dolore e Riabilitazione, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano; Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità, Dipartimento di Eccellenza 2023–2027, Università degli Studi di Milano

Introduzione

Grazie al continuo sviluppo delle terapie oncologiche, la sopravvivenza dei pazienti con tumori avanzati è in costante miglioramento. Tuttavia, a fronte di questo successo, gli oncologi devono fronteggiare nuove sfide, ad esempio:

  • tossicità dei nuovi farmaci,
  • tossicità tardive di farmaci noti,
  • complicanze tardive legate alla malattia,
  • saturazione di risorse sanitarie e accesso alle cure.

Tra le tossicità più trascurate c’è l’ipogonadismo maschile. Questa condizione si verifica quando i testicoli non producono o non sono adeguatamente stimolati dall’ipofisi a produrre abbastanza testosterone. Questa condizione può essere causata direttamente dal tumore, oppure rappresentare un effetto collaterale delle terapie antitumorali come chemioterapia, immunoterapia o farmaci a bersaglio molecolare. Ovviamente anche una chirurgia urologica demolitiva o una radioterapia sui testicoli può dare un ipogonadismo.

Eppure, l’ipogonadismo è spesso ignorato: i suoi sintomi si confondono con quelli della malattia oncologica stessa e pochi pazienti ne parlano spontaneamente. Questo articolo vuole colmare un vuoto informativo rispetto l’ipogonadismo nel paziente oncologico, offrendo uno strumento chiaro per capire di cosa si tratta, come riconoscerlo e quando intervenire.

Cos’è l’Ipogonadismo?

L’ipogonadismo è una condizione in cui i testicoli non producono quantità sufficienti di testosterone. Può essere:

  • Primario: il problema nasce direttamente nei testicoli.
  • Secondario: l’origine è nei centri di controllo ormonale del cervello (ipotalamo e ipofisi), che regolano la produzione di testosterone.

Nel contesto oncologico, entrambe le forme sono possibili, ma la secondaria è più frequente, soprattutto a causa degli effetti delle terapie sul sistema endocrino centrale.

Perché l’Ipogonadismo è così importante?

Il testosterone non è solo l’ormone del desiderio sessuale: è fondamentale per il metabolismo osseo, la massa muscolare, la lucidità mentale e l’energia generale. Un uomo con bassi livelli di testosterone è più vulnerabile alla depressione, all’astenia e al decadimento fisico.

Sintomi: Quando Sospettare?

L’ipogonadismo è difficile da riconoscere perché i suoi sintomi sono simili a quelli tipici del tumore o delle cure oncologiche: stanchezza, calo della libido, tristezza, perdita di massa muscolare, osteoporosi, anemia, difficoltà di concentrazione. Proprio per questo, è una condizione frequentemente trascurata nella pratica clinica quotidiana. In Figura 1 e Tabella 1 sono riassunti i sintomi principali.

Ipogonadismo associato a terapie antineoplastiche

Una recente revisione sistematica della letteratura ha analizzato numerosi studi scientifici su uomini con tumori solidi in trattamento attivo, evidenziando una forte associazione tra alcune terapie antitumorali e l’insorgenza di ipogonadismo. Infatti, eccetto la neoplasia prostatica e alcuni tipi di neoplasia delle ghiandole salivari, dove un basso livello di testosterone è terapeutico, negli altri casi potrebbe essere un effetto collaterale delle terapie. In Tabella 2 l’elenco dei farmaci estrapolato dalla revisione della letteratura, questa escludeva evidenze riguardanti pazienti guariti, tumori pediatrici e trattamenti chirurgici o radioterapici.

Come si diagnostica l’Ipogonadismo?

Innanzitutto, occorre sospettarlo sulla base dei sintomi (Figura1 e Tabella 1). Se vi riconoscete in alcuni di questi sintomi, specialmente se associati a calo della libido, chiedete al vostro oncologo se vale la pena valutare l’ipogonadismo.

La diagnosi si basa su analisi del sangue che misurano i livelli di testosterone totale, libero e bio-disponibile. È importante che il prelievo venga fatto al mattino, momento in cui i livelli sono naturalmente più alti. I valori di riferimento per sospettare ipogonadismo (da confermare con due dosaggi) sono:

  • Testosterone totale: < 300 ng/dL
  • Testosterone libero: < 170-240 pmol/L
  • Testosterone biodisponibile: < 100 ng/L

Per i valori diagnostici è bene chiedere al proprio oncologo o urologo, essendo differenti nei diversi studi che definiscono l’ipogonadismo e in diverse linee guida. Esiste per esempio un ipogonadismo correlato al solo testosterone libero basso, che potrebbe indicare una fragilità di quell’asse, senza necessità di terapia sostitutiva.

Infografica che potrebbe essere: Diagramma a flusso: Paziente oncologico → sintomi (con piccolo elenco come da tabella sopra) → dosaggio ormonale (cut off sopra, ma con asterisco e scritto “variabili in base al laboratorio”)→ diagnosi medica→ decisione su testosterone sostitutivo.

Quando pensare alla terapia sostitutiva con testosterone?

Quando l’ipogonadismo viene confermato e il paziente presenta sintomi significativi, si può considerare una terapia sostitutiva con testosterone. Le linee guida europee e americane concordano sulla possibilità di utilizzo anche nei pazienti oncologici, con limitazioni legate al tipo di tumore e alle comorbilità del paziente.

Conclusioni

L’ipogonadismo maschile nei pazienti con tumore avanzato è una condizione ancora poco conosciuta, ma potenzialmente reversibile e curabile. Riconoscerla significa migliorare il benessere generale del paziente, la sua energia, il tono dell’umore, il desiderio sessuale e, più in generale, la qualità della vita. È quindi importante parlarne con il proprio oncologo o palliativista di riferimento se si hanno sintomi sospetti.

Bibliografia

Massa G, Zambelli L, Zecca E, Shkodra M, Tinè G, Caraceni A. Anticancer Drugs-Related Hypogonadism in Male Patients with Advanced Cancers on Active Treatment: A Systematic Review. Oncologist. 2024;29(6):e728-e740. https://doi.org/10.1093/oncolo/oyae024 

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