Luca Basso della Concordia
Coordinatore Infermieristico
D.H.Oncologia – Ematologia
P.O. Chivasso – ASL TO4
Titolo elaborato: Rilevazione precoce della tossicità cutanea da anti-EGFR
Background
Gli studi hanno riportato che dal 75% al 90% dei pazienti trattati con terapia con inibitori dell’EGFR presentano una qualche forma di reazione cutanea (rash papulopustoloso e acneiforme), che spesso porta a una riduzione della qualità della vita e a terapie non ottimali a causa dell’interruzione del trattamento, della riduzione della dose o dell’interruzione permanente della cura.
L’eruzione cutanea acneiforme è l’evento avverso più comune, ma non è comune un’eruzione cutanea grave (grado 3 o 4) che richieda l’interruzione del trattamento (alcuni studi riportano che tra coloro che presentano reazioni cutanee, circa il 18% sono di grado grave).Appare tra la 1a e la 4a settimana. Generalmente risolve dopo 1 mese dalla sospensione della terapia.
In fase iniziale si presenta con eritema ed edema e successivamente compaiono le lesioni pustolose, localizzate inizialmente nelle aree sebacee del viso, del cuoio capelluto e del tronco, possono estendersi in seguito ad altre aree corporee.
La gestione delle reazioni al trattamento comprende il monitoraggio attento degli assistiti, l’educazione del paziente prima di iniziare la terapia e l’intervento proattivo ai primi segni di tossicità cutanea che si rivelano essere fondamentali per una gestione efficace.
Intervento
L’infermiere gioca un ruolo fondamentale nell’educazione e nel supporto del paziente, riducendo l’incidenza e la severità della tossicità dei pazienti. In particolare si è evidenziato che l’identificazione di segni e sintomi in fase precoce, il management proattivo degli effetti avversi ed appropriati interventi di trattamento incrementano la qualità della vita della persona e l’aderenza al piano di trattamento.
L’attività sinergica che si deve instaurare tra infermiere, assistito e famigliari (in primis il caregiver) riveste un ruolo determinante per la prevenzione degli eventi avversi legati alla terapia e quindi al mantenimento della fase attiva del percorso di cura.
Una prima fase educativa, in cui vengano condivise misure di cura quotidiana della cute devono prevedere informazioni quali:
- includere l’uso di idratanti per la pelle senza la presenza di alcol,
- evitare traumi meccanici (ad esempio lunghe camminate o trasporto di pesi senza guanti e utilizzo di calzini/scarpe scarsamente imbottiti),
- evitare lo stress chimico (soluzioni o creme irritanti per la pelle, solventi o disinfettanti),
- utilizzo di emollienti all’urea (crema all’urea al 10%).
Sarà inoltre necessario condividere informazioni relative alla normale vita quotidiana come:
- evitare eccessiva esposizione al sole,
- evitare eccessiva detersione della cute o prodotti che possano causare secchezza cutanea (cosmetici a base alcolica),
- utilizzare regolarmente creme emollienti dopo il bagno,
- non usare cere depilatorie,
- non usare rasoi elettrici e lozioni dopobarba alcoliche,
- radersi regolarmente la barba e applicare creme emollienti come dopobarba,
- non indossare scarpe strette,
- tagliare le unghie correttamente.
Riveste una importanza determinante la rilevazione precoce della comparsa di effetti collaterali; comunicare all’Oncologo la comparsa dei primi sintomi legati alla presenza di arrossamenti, formazione di zone con presenza di pustole o irritazione può permettere di gestire i disturbi prima che riducano la tollerabilità del trattamento.
L’utilizzo di strumenti quali un diario degli effetti collaterali, l’osservazione quotidiana della cute, anche con la supervisione di un famigliare, e il contatto diretto con il centro in cui si eseguono i trattamenti possono essere una strategia vincente.
Molti centri Oncologici hanno tra le loro offerte una documentazione informativa che ha valenza bidirezionale, se da un lato rafforzano i messaggi trasmessi verbalmente dall’equipe ai pazienti, dall’altro permettono agli assistiti di informare i curanti della loro condizione. La modalità informatica stà rendendo sempre più immediata e semplice l’interazione tra gli attori della cura. Le persone e i loro famigliari possono ricevere informazioni tempestive e altrettanto celermente condividere problemi e dubbi con gli operatori con il quale lavorano come squadra. Rendere disponibile agli assistiti un canale attraverso internet o un’applicazione per dispositivi mobili dove registrare dubbi e segnalazioni potrebbe rivelarsi una strategia vincente per garantire un miglioramento della qualità delle terapie. Sono necessari ulteriori informazioni ed è auspicabile uno studio pilota che indaghi la fattibilità e efficacia del metodo proposto.
Bibliografia e sitografia
Lacouture, M. E., et al “ESMO Guidelines Committee. (2021). Prevention and management of dermatological toxicities related to anticancer ESMO Clinical Practice Guidelines”. Annals of oncology : official journal of the European Society for Medical Oncology, 32(2), 157–170. https://doi.org/10.1016/j.annonc.2020.11.005
Sipples R. (2006). Common side effects of anti-EGFR therapy: acneform rash. Seminars in oncology nursing, 22(1 Suppl 1), 28–34. https://doi.org/10.1016/j.soncn.2006.01.013
Guo, X., Peters, M. D. J., & Lu, Z. (2017). Management of skin toxicity caused by epidermal growth factor receptor inhibitors: an evidence-based implementation project. JBI database of systematic reviews and implementation reports, 15(11), 2815–2829. https://doi.org/10.11124/JBISRIR-2017-003407
AIOM “linee guida gestione della tossicità da immunoterapia” ed.2020
https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2020/10/2020_LG_AIOM_Toss_Immuno.pdf
Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta “A” DI ASSISTENZIALE NEL PDTA DEL TUMORE DEL COLON-RETTO http://reteoncologica.it/images/stories/area_operatori/Infermieri/Documenti/A_di_assistenziale_PDTA_colon_retto_-_modificato.pdf
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